DONNE SOTTO L’OROLOGIO DI BAŠČARŠIJA

di Sarah Zuhra Lukanic

Con Maddalena Rizzi,  Sarah Zuhra Lukanic

Regia Filippo D’Alessio

Scene Tiziano Fario

Costumi Silvia Gambardella

Regia Filippo d’Alessio 

 

Donne sotto l’orologio di Baščaršija”una storia realistica e poetica di due donne oltre il pregiudizio; due donne realmente appartenenti a quelle culture, sulla scena si un’ attrice italiana e un’attrice bosniaca in rappresentanza di due mondi diversi, le cui vite si incrociano nella città distesa su due continenti, crocevia di culture: Sarayevo.

Proprio la via BASCARSIJAcon il suo minareto, la sua chiesa cristiana e la sua sinagoga simboleggia questa convivenza, l’orologio scandisce da sempre i ritmi delle differenti preghiere e simboleggia l’incontro di mondi diversi, diversità culturali che, grazie al coraggio delle donne, divengono risorse e spunti di pacificazioneanche quando riguardano il delicato e dimenticato tema degli stupri etnici.

Una suora di clausura, dopo un intervista, a seguito di tanti anni vissuti senza contatto con il mondo esterno, si trova travolta da domande e richieste di aiuto. Capisce che non può aiutare agli altri rimanendo nella clausura monastica e prende una decisione radicale; lascia il suo convento. Si ritrova a Sarayevo dove incontra Munevera, una psicoterapeuta bosniaca musulmana che si occupa delle donne stuprate durante la guerra : il loro vissuto, la storia della guerra sul corpo delle donne, i loro sentimenti di donne ci condurranno a scoprire nell’universo femminile il potere della comprensione e della tolleranza, l’unica strada per una pacifica connivenza delle culture.

L’interazione tra le religioni, a volte con conflitto e a volte con dialogo, costituisce l’agenda mondiale del 21° secolo. Due culture che si svelano attraverso le parole delle protagoniste; energia femminile fertile, solidale, esuberante, creativa, che coglie ogni differenza e la tramuta in possibilità  “Donne sotto l’orologio di Baščaršija”non solo illustra un dialogo interessante tra le due versioni della stessa fede, scoprendo il vivere nell’Islam, ma anche invita gli spettatori con poesia e realismo a riflettere sulla propria fede. 

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